L'ultimo fondamentale studio del noto paleontologo newyorkese Montgomery Jackson.
Celebriamo la sua memoria e il suo contributo alla nostra causa.
Dal diario di Montgomery Jackson:
15 Settembre 192 1
Stamani, durante la mia solita passeggiata al Central Park mi è successa una cosa molto strana, talmente strana da spingermi ad annotare tutto, nero su bianco.
Ormai sono molto vecchio e non vorrei che la memoria mi giocasse brutti scherzi col tempo, quindi mi sono scritto tutto nel caso dovessi scordarmene.
Mi ero seduto sulla solita panchina lungo il viale principale, ad osservare il solito via vai di persone che cercano di sfuggire alla frenesia di una grande città come New York, quando all'improvviso...il nulla. Mi sono ritrovato perso nel buio più totale, nel luogo più oscuro che ci si possa immaginare; talmente oscuro da non riuscire nemmeno a vedermi le mani...come se avessi gli occhi chiusi anche se in realtà non lo erano affatto.
Potevo udire un lamento però, un lamento sinistro, molto profondo e incomprensibile, che non veniva da una direzione ben precisa; ero avvolto da questo lamento, come se fossi stato inghiottito dalla creatura più grande del creato...ma purtroppo non riesco a descrivere la situazione meglio di cosi, ma non ero solo in quell'oscurità infinita; di questo ne sono sicuro.
Ad un certo punto però ho notato qualcosa.
Giusto il tempo di un battito di ciglia e...dal nulla è comparso un puntino, lontanissimo; l'unica fonte di luce visibile in quel momento.
Ho notato che col tempo sembrava avvicinarsi sempre di più, ingrandendosi sempre di più, mostrando pian piano la sua forma; una sfera. Mi sono chiesto se fossi io a muovermi nella sua direzione e non il contrario, ma l'assenza di luce mi ha impedito di capirlo.
Gradualmente la velocità aumentava e la distanza tra me e l'oggetto sferico si accorciava sempre di più, come se una forza sconosciuta mi stesse trascinando violentemente verso di esso; o al contrario come già detto. Poi mi sono fermato di colpo...ed eccola li.
Immagina lo stupore di un vecchio scienziato nel poter posare gli occhi su qualcosa che fino a quel momento aveva potuto osservare solo nei libri. Era la cosa più grande che avessi mai visto, gigantesca; la Pangea.
A quanto pare stavo fluttuando nello spazio morto, faccia a faccia con la terra; ed era bellissima.
L'ho osservata a lungo, per decine di secondi, immobilizzato dal senso di meraviglia che stavo provando; e ho continuato ad osservarla...anche mentre un liquame nero pece, fuoriuscito da punti sparsi per il globo ha cominciato a diffondersi su tutta la superficie, rendendo la nostra casa una sfera necrotizzata.
Poi sono ritornato al Central park, esattamente da dove questo viaggio era cominciato; un esperienza unica.
Un sogno ad occhi aperti talmente realistico, che quasi lo percepisco come un ricordo vero e proprio.
Cosa c'è realmente sotto i nostri piedi?!
Qualcosa di mostruoso di cui non ci siamo mai accorti??
Qualcosa di antico, nelle profondità della terra dalla notte dei tempi??
Ma soprattutto; sarà vero??
Non ne ho idea; ammetto di essere preoccupato.
Avere delle visioni non è mai un buon segno perché potrebbe essere pazzia, o magari il sintomo di una malattia degenerativa che ignoro totalmente.
22 Settembre 1921
É successo di nuovo, questa mattina, davanti allo specchio in camera.
è successo all'improvviso e non me l'aspettavo per niente; ero sconvolto.
anche perché questa volta la finzione si è mescolata alla realtà in maniera impressionante. stavo ripetendo un discorso che avrei dovuto fare nel pomeriggio, ai laureandi della New York Univerity.
Stavo valutando il mio aspetto, per assicurarmi di essere presentabile per l'evento, quando in men che non si dica...il mio riflesso era scomparso. Lo specchio era diventato nero; lo stesso colore del liquame che ho visto di recente...quando l'ho visto divorare il mondo davanti ai miei occhi.
Sembrava essere diventato il passaggio verso una dimensione oscura, magari lo stesso luogo in cui mi sono ritrovato nella visione che ho avuto al Central park.
Ad un certo punto sono comparse delle immagini, anzi no, delle sequenze; come se fossi al cinematografo, con lo schermo che da nero inizia improvvisamente a proiettare il film.
Ho visto delle forme di vita marine, di epoche diverse che conosco molto bene, su per giù risalenti a 500 milioni di anni fa ormai, alcune legate al paleozoico e altre al mesozoico...ero basito. D'altronde ho studiato queste creature per tutta la vita e la consapevolezza che in quel momento tra me e queste ere primordiali c'era solo una cornice rettangolare, mi ha immobilizzato completamente. È stato come voltare velocemente le pagine di un libro illustrato, in cui su ogni facciata i soggetti e le ambientazioni cambiano.
Ho visto l'abisso dell'oceano Retico, dell'oceano Panthalassa e lapeto, e la scena era sempre la stessa.
Le forme di vita venivano inseguite, aggredite e successivamente divorate dallo stesso liquame misterioso; ma ho visto anche dell'altro però, ho visto da dove viene.
Nei fondali oceanici ci sono dei pozzi oscuri, presumo fatti dello stesso identico materiale, e sembrano avere vita propria.
Dopo questa seconda esperienza paranormale mi sono deciso di fare l'ultima cosa che mai avrei pensato di fare data la mia età.
Mi sono messo a rispolverare i miei vecchi libri, le ricerche, le foto e tutto ciò su cui ho messo le mani, con l'obbiettivo di ripercorrere la mia intera carriera, sperando di trovare dei collegamenti con queste visioni.
Fino ad oggi mi è stato quasi impossibile credere che la visione di Central Park fosse un indizio riguardo qualcosa di più grande, anzi, dopo l'accaduto ero convinto che fosse stato un acciacco cerebrale legato alla vecchiaia.
Ma a quanto pare mi è stata data una seconda possibilità per vedere il mondo con occhi diversi, come se qualcuno mi abbia selezionato per una missione...sono stato scelto.Non ho intenzione di attendere un terzo segnale per avere una prova certa, non posso permettermi di perdere tempo.
Peccato solo di non poter agire direttamente sul campo; ormai sono in pensione da tanto tempo, di conseguenza dovrò fare tutto da solo e dubito che senza prove concrete trovi qualcuno disposto a finanziare ricerche mirate in giro per il mondo. Sarò costretto a basarmi su ciò che possiedo e su ciò che ricordo delle mie avventure, ma c'è qualcosa di positivo in tutto questo; se non altro avrò un piccolo aiutante in casa con me, una buona opportunità per passare del tempo con mio figlio e iniziare magari a fargli conoscere quello che è stato il mio lavoro prima che io muoia.
Appunti tratte dalle visioni di Montgomery Jackson.
20 Ottobre 1921
Premetto che tutti gli studi in questione sono stati fatti in assenza di mio figlio.
È bastata qualche ora in compagnia dei miei libri per fargli passare la voglia di aiutarmi, preferendo andare a fare una passeggiata al parco con la governante.
forse è stato meglio cosi, dato che sicuramente sarebbe stato d'intralcio e certamente ora non sarei arrivato a questo punto, un punto fondamentale.
Due settimane fa ho cominciato ad andare a ritroso nel tempo, a ritroso con la mia vita.
Ho riesaminato tutta la mia carriera, in particolar modo certi tipi di fossili che ho studiato durante i miei quarant'anni di professione.
Ho riesaminato tutte le fotografie, tutte le ricerche che ho compiuto e diverse ricerche condotte da colleghi da tutto il mondo; grandi professionisti che hanno dato la vita per la paleontologia.
In altre parole, ho ripercorso la storia della mia carriera, ma da una prospettiva diversa.
Mi sono basato solamente su ciò che ho visto nell'ultima visione, prendendo in considerazione tutti quei fossili che a livello visivo hanno effettivamente qualcosa in comune con il liquame nero e ciò che ne esce fuori; ovvero il colore e le deformità.
È risaputo che il 40% dei fossili scoperti presentano un insolita colorazione scura, con evidenti malformazioni anatomiche; tutti reperti risalenti al paleozoico e al mesozoico, io stesso conservo un esemplare del genere nel mio studio.
Stiamo parlando quindi di tutte quelle creature che hanno trovato l'estinzione a causa dell'impianto di un meteorite col pianeta; questo perché la loro
fossilizzazione è diversa dalle altre.
In tutti questi anni si è giunti a una conclusione che ha messo d'accordo praticamente tutta la comunità paleontologica riguardante questo mistero; conclusione che ha dato una spiegazione a questa condizione particolare dei reperti rinvenuti, che prende il nome di "effetto carbonico da impatto". Il particolare colore nero deriverebbe da una rapidissima sepoltura in assenza di ossigeno dovuta all'impatto devastante che ha cambiato la morfologia terrestre in pochissimo tempo, preservando cosi il carbonio organico senza farlo disperdere.
Le malformazioni mostruose invece, sarebbero l'effetto estremo dello stress causato dal drastico cambiamento delle condizioni geologiche e ambientali durante i cosi detti "inverni da impatto" a seguito dello stesso cataclisma; dunque le forme di vita sopravvissute che sono morte successivamente.
Guarda caso, le forme di vita che ho visto nello specchio, divorate e mutate da quello strano liquame, erano tutte creature che si sono estinte a causa di una collisione con un meteorite, o a seguito dei cambiamenti successivi; quindi ho ristretto il campo di studio, prendendo in considerazione solo i reperti fossili legati al paleozoico e al mesozoico, compreso il mio esemplare personale. Ho iniziato con i primi invertebrati marini, passando per i pesci, anfibi, rettili e infine i dinosauri, ovvero
le ultime forme di vita estinte in questo modo e mi sono accorto di un dettaglio inquietante;
Ho notato che tutti i fossili conosciuti che presentano le classiche caratteristiche dell'effetto carbonico da impatto, sono classificati come super predatori.
Ma perché non sono mai stati rinvenuti reperti con le medesime caratteristiche riguardanti organismi del tutto innocui?! Nemmeno creature di terra erbivore.
Eppure li ho visti con i miei occhi, dentro lo specchio, creature marine che si nutrivano di scarti di altri animali; creature che hanno trovato la stessa sorte dei super predatori.
Questa cosa mi preoccupa e mi intriga allo stesso tempo; sento che è importante e che non la scoprirebbe nessuno se non ci pensassi io. Mi sento come quando ho fatto le mie prime scoperte; un prodigio infermabile, l'unica persona capace di portare a galla le verità nascoste del mondo.
24 Ottobre 1921
Dopo una revisione visiva di tutti reperti in mio possesso, sono passato ad un approccio pratico, uno studio dettagliato e approfondito.
La stratigrafia ha fatto passi da gigante con l'inizio del nuovo secolo, ed essendo piuttosto conosciuto sono riuscito a reperire gli strumenti più all'avanguardia di quest'epoca, anche se ufficialmente sono pensionato da diversi anni.
Ho sfruttato un esemplare che custodisco nel mio studio per mettere alla prova questi nuovi utensili e...non potevo crederci.
Non si tratta affatto di uno strato di carbonio solidificato sopra una creatura sottostante; ma è la creatura stessa ad avere quel colore, sia fuori che dentro.
Dunque avevo ragione, ciò che ho visto non è un'assurdità, non sono malato.
Il liquame; divora le sue vittime e le cambia organicamente, prendendo poi il loro posto; come un infezione, o una possessione demoniaca...e lo ha fatto per milioni di anni, almeno per tutta l'era Paleozoica e successivamente mesozoica.
Purtroppo non esistono fossili risalenti a ere successive alle due appena citate, perché gli ultimi esseri viventi ad aver trovato l'estinzione a causa di un meteorite sono stati i dinosauri; ma potrebbero esserci altri tipi di reperti che possano farci capire se questo liquame predatore abbia continuato ad agire.
Durante le mie numerosissime visite in alcuni dei più importanti musei del mondo, per vedere di persona le nuove scoperte di altri colleghi, ricordo di aver notato di sfuggita alcune pitture rupestri particolari. Non so nulla della materia in questione, ma sono abbastanza sicuro che alcune di queste mostravano delle figure oscure; forse i nostri antenati erano consapevoli di qualcosa e hanno cercato di testimoniarlo.
Abisso del vecchio me - Hubert Marbleton - 1659
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