4 aprile 1453 (Prima Pagina)
Il mio nome è Leon Argyros, di professione storico e conservatore; in giovane età carpentiere.
Nel 1410 sono stato inviato da Roma a Costantinopoli, con il compito di storicizzare l'enorme intreccio culturale nella grande capitale romana d'oriente.
È stato un onore per me vivere in questo posto e una gioia per gli occhi notare come nel corso del tempo, persone diversissime tra di loro, provenienti da ogni angolo del mondo, abbiano imparato a convivere pacificamente, rendendo Costantinopoli la principale culla dell'umanità di quest'epoca.
Idee diverse, stili di vita diversi e religioni diverse;
Tutte differenze che normalmente porterebbero a sanguinosi scontri per il dominio culturale e religioso, ma che in questo caso hanno tardato ad arrivare.
Vivevano tutti qui, ogni razza con le sue particolarità, come se il pianeta intero si fosse rimpicciolito a dismisura prendendo il nome di Costantinopoli...un modello da seguire, così era in origine.
Col tempo però qualcosa è cambiato; una crescita sempre più preoccupante di atti violenti mossi proprio dalle differenze che avevamo imparato ad accettare, non ho idea di cosa l'abbia innescata, ma il conto dei morti è sempre più alto ogni anno che passa.
Come se non bastasse, anche la morbosa brama di potere e conquista è riuscita a raggiungerci, ed è per questo che scrivo queste righe, per raccontare a voi del futuro cos'è successo e del perché le mie ossa si trovano in una camera sottoterra.

4 Aprile 1453 (Seconda Pagina)
Siamo a gli sgoccioli, l'inizio della fine di Costantinopoli per mano degli ottomani, che per anni hanno cercato di conquistare la città.
Questo posto fa gola a tutti.
Ogni sovrano nel corso dei secoli ha trovato stimolazioni fortissime dall'idea di distruggere con la forza bruta la nostra lungimiranza, la nostra intelligenza.
Per tanti è inaccettabile la nostra capacità di adattamento e accettazione del diverso, di fedi diverse...divinità diverse.
Ebbene, sembra che quel momento sia arrivato.
È stato avvistato un imponente esercito a est, che da un giorno all'altro sferrerà un attacco di proporzioni impressionati sulla città e tutte le zone limitrofe.
Normalmente avremmo le risorse umane per difenderci, ma i problemi sviluppatisi negli anni hanno portato a una scissione tra i soldati di quello che un tempo era un unico grande esercito multietnico; dunque siamo spacciati.
Gli ottomani sono radicali, spietati verso chi non la pensa come loro e non appena avranno messo a ferro e fuoco le strade di Costantinopoli, distruggeranno tutti i simboli religiosi, i luoghi di culto e soprattutto le opere che ne derivano; ed è proprio a questo punto che la mia testimonianza trova importanza.
Lungo i trentacinque anni di vita passati a raccogliere informazioni utili riguardo costumi e usanze dei cittadini, sono giunto a conoscenza di un culto misterioso, senza particolari tracce della sua presenza, ma le poche che sono riuscito a trovare sono fin troppo chiare e molto interessanti.
Mi sto riferendo a dipinti su tela, legno, pergamena, nascosti da un vecchio signore in una semplice cantina sotto la sua casa, in un villaggio appena fuori Costantinopoli.
Pare che in gioventù fosse un mercante viaggiatore e che durante le tante tappe in giro per il mondo, abbia fatto affari con artisti e antiquari.
Non si sa quale sia l'origine di queste opere, tantomeno a quale culto si riferiscono, ma sono talmente strane e misteriose da avermi spinto a comprarle tutte per poterle esaminare di persona, con tutta calma.
Purtroppo però ad oggi non ho scoperto molto, e a causa dei recenti avvenimenti non ho il tempo necessario per trovare tutte le informazioni che desiseravo; così ho dovuto prendere una decisione drastica.

4 Aprile 1453 (Terza Pagina)
Siamo all'epilogo della mia storia, la fine di una lunga vita durata ottantuno anni.
Sono contento e orgoglioso di me stesso, perché ritengo di aver fatto la scelta migliore in virtù del mio lavoro, nonché la mia passione più grande.
Cari uomini e donne del futuro, immagino la fatica che avete fatto per raggiungere questa stanza segreta, ma vi prego di capirmi.
Il mio terrore più grande è sempre stato quello di un umanità priva di storia da studiare, a cui ispirarsi e migliorare magari.
A causa dell'ignoranza e del desiderio di evidenziare il proprio Dio come solo e unico, gli uomini ritengono spesso necessario distruggere tutto ciò che implichi idee, punti di vista e religioni differenti dalla loro.
Di conseguenza mi sono preparato al peggio e nel corso del tempo ho costruito con le mie mani, che da giovane mi sono servite in quanto carpentiere, una stanza segreta alla base di un cumulo di rocce affianco la mia proprietà.
Un posto in cui nascondere quelle opere o reperti che certamente in caso di conquista sarebbero stati bruciati.
Quindi, dopo averle ricoperte di resina per evitarne la degradazione, ho spostato le opere misteriose al suo interno...dopodiché ho fatto saltare l'entrata con dell'esplosivo.
Anche io sono dentro la stanza e l'ho fatto di proposito.
So che sembra una follia, ma se gli ottomani mi avessero catturato e torturato, sicuramente col tempo avrei ceduto rivelando il mio segreto.
Se per la maggior parte dei culti abbiamo testimonianze in abbondanza, ritengo che nel caso dei dipinti comprati dal sottoscritto ci sia bisogno di un luogo sicuro, celato a gli occhi degli ignoranti.
Un luogo da trovare solo quando l'umanità sarà pronta ad accettare altre teorie religiose, anche le più assurde...anziché farli semplicemente sparire dalla storia con il fuoco.
Come già detto non sono riuscito a scoprire troppo, se non i fatti più lampanti.
Posso solo affermare che si tratti di un culto antico, nato agli albori dell'essere umano, dove viene venerato un dio oscuro che ha aiutato i suoi sudditi nella costruzione di templi e strutture volte alla preghiera nei suoi stessi confronti; quando l'uomo non aveva ancora l'intelletto e i mezzi necessari per la creazione di tali luoghi.
È molto importante approfondirne la conoscenza date le poche informazioni a riguardo e sono convinto che voi, uomini e donne del futuro possiate senz'altro terminare il mio lavoro.
Le ossa che vedete dinnanzi a voi sono i resti di un uomo orgogliosamente evoluto.