[Lettera d'addio del Generale Oscar Talbot]
Perdonami, padre, perché ho peccato.
Ho detto una mezza verità, omettendo completamente la seconda parte per scopi sociali e politici... soprattutto politici.
Ho taciuto riguardo a fatti inammissibili, indegni per un paese civile, solo per incendiare maggiormente le rivolte contro la nostra occupazione e sollecitare il primo ministro ad appropriarsi della città con tutta la forza che la nostra flotta vanta... e così si è arrivati all’operazione Tabula Rasa: il bombardamento su Alessandria.
Nei mesi scorsi, in piena colonizzazione forzata, ho avuto modo di notare come gli idoli religiosi e i simboli possano essere sfruttati, piegati a nostro piacimento, per dare sfogo ai nostri istinti più bassi e squallidi, alla nostra follia più profonda.
È vero, i Cani Arrabbiati esistono: li ho visti con i miei occhi e il loro operato è tremendo; ma è anche vero che, durante le ronde notturne assieme alla mia scorta, ho assistito a comportamenti inaccettabili da parte dei miei stessi uomini, che segretamente si riunivano in squadroni della morte sparsi lungo le strade di questo dannato posto.
I miei soldati, che dovrebbero essere esempi da seguire, a cui ispirarsi, che dovrebbero portare in alto la grandezza del nostro paese in giro per il mondo, si sono macchiati di atti atroci, atti di cui la regina si vergognerebbe.
Li ho visti, mio signore, li ho visti entrare di forza all’interno di abitazioni qualsiasi, razziare l’impossibile, torturare a morte egiziani per bene a causa della loro fede; uomini che nulla avevano a che fare con le rivolte, ma che, anzi, avevano accettato la nostra presenza a casa loro, considerandola giusta ai fini commerciali.
Uomini giustiziati senza alcun motivo, fucilati mentre erano di spalle; donne trascinate fuori dalle loro abitazioni e violentate davanti ai figli urlanti, il tutto accompagnato incessantemente da una distorta preghiera eucaristica.
Li ho visti aggredire una giovanissima ragazza incinta, aprirle il ventre con un coltello e infilzare il feto con le baionette dei fucili, direttamente nel grembo materno.
Ho visto tutto questo, notte dopo notte... e la cosa più inquietante è che spesso i soldati si sono accorti della mia presenza, ma per qualche motivo diabolico hanno continuato i loro giochi perversi, anche dopo l’ordine di smetterla, come se non ci fossi.
Non avevo idea di cosa stesse succedendo e del perché stesse succedendo: com’era possibile che il mio grado militare venisse completamente ignorato in favore di un’inaudita e gratuita violenza?!
Alla fine credo di aver ottenuto la risposta che cercavo ed è il motivo per cui scrivo questa testimonianza.
Qualche giorno fa, durante l’ultima ronda notturna, le mie guardie del corpo sono state abbattute con un colpo di fucile di precisione, un colpo a testa, mentre il sottoscritto è stato vittima di un fatto molto strano... sono stato assalito da qualcosa che non potrei mai definire umano, qualcosa che è entrato nel mio corpo attraverso una ferita non ancora rimarginata che mi sono procurato durante l’ultimo scontro precedente al bombardamento.
Provo vergogna nell’utilizzare certi termini che normalmente aborro, ma non posso fare a meno di descrivere il fatto come sovrannaturale, perché da quella notte ho iniziato a cambiare mentalmente, ho iniziato a sentire cose, voci.
All’inizio solo dei bisbigli incomprensibili, uniti a un leggero fastidio alla testa; ma oggi... sono passati sette giorni ormai e le mie condizioni si sono aggravate.
Posso giurarlo, mio signore, giuro di sentire chiaramente qualcuno o qualcosa darmi degli ordini, sfruttando la vostra divina immagine come diversivo.
Ordini che si basano sui vostri sacri comandamenti, su tutto ciò che ci avete insegnato in secoli e secoli e che continuate a insegnarci; vengono sfruttati, manipolati da questo oscuro burattinaio per i suoi scopi malevoli.
Io lo so, mio signore, so che non è lei a parlarmi e, riflettendo su tutto ciò che ho visto e che ho meticolosamente descritto, sono sempre più convinto che i soldati, sia i miei sottoposti sia i Cani Arrabbiati, siano vittime dello stesso male che sta affliggendo il sottoscritto.
Perché mi duole ammetterlo, mio signore, ma man mano che il tempo passa, mi trovo sempre più in accordo con quelle voci. Ciò che suggeriscono mi è sempre più allettante, mi pare sempre più giusto. Mi sembri sempre più tu, mio signore.
Senza volerlo sto iniziando a crederci sempre di più, provando sempre più rabbia, sempre più odio e vedendo, ad occhi aperti, sprazzi di una realtà a me sconosciuta.
Un mausoleo nel deserto che affoga in un’infinita palude color catrame... demoni deformi ricoperti di una sostanza oscura... e lui: il presunto responsabile della confusione nella mia mente, il Burattinaio... l’essere più ripugnante che abbia mai visto in vita mia.
Lo giuro davanti a voi, signore, in ginocchio.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, giuro che incideremo a fuoco la nostra croce sulle fiche delle puttane che hanno osato farsi beffe del miracolo della vita per il mero denaro.
Daremo alle fiamme questi bastardi musulmani, inventori di un dio fasullo solo per ergersi a conoscitori della storia dell’uomo.
Raderemo al suolo le loro città, i loro templi eretici e qualsiasi buco di merda in cui si nascondono questi dannati che si permettono di screditare la vostra parola: LO GIURO!
MORIRANNO TUTTI NEL PEGGIORE DI MODI.
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